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SCAVIAMO TOMBE IN ALTO NELL’ARIA
Noi Greci, Israeliani e Armeni condividiamo molte cose, ma quello che ci unisce maggiormente è il fatto che come popolo siamo stati vittime di un sistematico, inumano e barbaro tentativo di sterminio, nei luoghi di martirio Kalavrita, Distomo e decine di altri luoghi, in cui migliaia di morti si trovano per indicarci cosa significa fascismo. Oggi, a 70 anni (1944-2014) dallo sterminio ad Auschwitz della Comunità Ebraica del Dodecaneso è una giornata di riflessione e di meditazione; Perché siamo arrivati a questo punto? Perché il genere umano ha smesso di essere umano?
L’Olocausto non è un problema solo ebraico, è un problema di tutta l’umanità. I Greci non possono rimanere indifferenti nei confronti dei 65.000 greci ebrei che si sono persi nei campi della morte tedeschi.
Hitler, poco dopo l’attacco alla Polonia, chiese di occupare il paese applicando ogni mezzo necessario allo scopo, senza tener conto delle perdite umane. Fece riferimento infatti al precedente storico del genocidio degli Armeni dicendo: «Dopotutto, chi si ricorda più oggi degli Armeni?», con il cinismo di un nazista che sapeva cosa sarebbe successo a coloro che si opponevano e agli Ebrei dei paesi occupati. La storia però ha smentito Hitler.
Non fu il nazismo a scoprire per primo l’antisemitismo. Il nazismo è stato preceduto, secoli prima, da tutta una serie di persecuzioni e pregiudizi del mondo cristiano contro il popolo «deicida» degli Ebrei, preparando così il terreno. Hitler considerava la società umana alla stregua di una stalla per la riproduzione bovina e di altri animali in cui si sarebbero ottenuti prodotti migliori grazie all’incrocio con animali più forti. Non riuscì mai a cogliere la complessa personalità dell’uomo, che costituisce l’elemento principale per la sua sopravvivenza e che ha portato l’uomo a superare persino i confini della terra.
Di genocidi ce ne sono stati molti nel corso della storia e continuano ancora oggi ad essercene (vedi per esempio in Ruanda 1990-1994), ma l’Olocausto si differenzia da tutti gli altri, non tanto per la sua estensione – circa 6.000.000 di morti – quanto per il concetto di base, il metodo e la partecipazione di una parte importante dei Tedeschi alla sua attuazione.
1) IL PREAVVISO. Il piano diabolico di sterminio degli Ebrei ovviamente era stato preannunciato. Assassinio premeditato di milioni di uomini. Durante l’attuazione di questo piano furono aggiunti gli zingari, gli slavi, gli omosessuali e altri ancora.
2) LA GENERALIZZAZIONE. Riguardava l’intera popolazione ebraica mondiale, a cominciare da quella della Germania e dei paesi occupati.
3) IL METODO. Il metodo per riunire e sterminare gli ebrei era sadico e barbaro, si basava sulla menzogna e sulla mistificazione, e questo perché gli Ebrei non si rendessero per niente conto di quale tragico destino li attendesse. Dietro concetti generali e astratti, i Tedeschi nascondevano e celavano veri e propri atti criminali. Utilizzavano frasi ed espressioni eufemistiche come «soluzione finale» (endlösung) che significava «sterminio degli Ebrei», o «Arbeit macht frei» (il lavoro rende liberi) che significava «morte nei campi di concentramento». Il nazionalismo e la purezza della razza nascondevano il vero volto dell’odio, del terrorismo e della misantropia che i Nazisti attuavano. Quando affermavano che i Tedeschi erano «la razza superiore» intendevano dire che avevano non solo il diritto ma anche il dovere di sottomettere e addirittura sterminare le altre razze inferiori.
4) LO STERMINIO SU SCALA INDUSTRIALE. Questa è stata la prima volta nella storia che si è usato un sistema di sterminio a ritmi industriali (con le camere a gas e i forni crematori).
5) LO SFRUTTAMENTO DEI CADAVERI. Anche lo sfruttamento dei corpi dei deceduti (capelli, ossa, denti d’oro) è avvenuto per la prima volta nella storia.
È veramente inconcepibile l’assiduità con cui si voleva procedere alla soppressione degli Ebrei. Un esempio è indicativo in questo senso: quando i Tedeschi cominciarono a retrocedere e ad abbandonare la Grecia, preferirono deportare gli Ebrei nei campi di sterminio anziché trasportare i loro armamenti e il loro esercito.
Tutti sapevano.
1) I TEDESCHI SAPEVANO. Molti servizi tedeschi partecipavano al compimento di quest’atto disumano. Il popolo tedesco sapeva in grande percentuale che cosa succedeva nei campi di sterminio. È un mito quello secondo cui il genocidio fosse opera delle SS, perché vi partecipava anche l’esercito tedesco, la Wehrmacht.
2) GLI ALLEATI SAPEVANO. Gli alleati sapevano, soprattutto dopo la fuga dei due prigionieri slovacchi, Rudolf Vrba e Alfred Wetzler, che riuscirono a scappare il 7 aprile 1944 da Auschwitz-Birkenau. Gli alleati conobbero così tutti i dettagli dello sterminio, ma non bombardarono mai Auschwitz o gli altri campi di concentramento, apportando labili giustificazioni.
3) MANCANZA DI DENAZISTIFICAZIONE. In Germania, non si procedette mai a una reale denazistificazione. Furono puniti solo una parte minima dei colpevoli, soprattutto di quelli che detenevano posizioni di comando. La maggioranza di questi riuscirono a sottrarsi con la giustificazione che eseguivano degli ordini.
È una vergogna per la Germania post-nazista che l’iniziativa di perseguire i Nazisti non fosse una sua iniziativa ma che vi fosse stata obbligata dagli Alleati. Un esempio è quello di Walter Blume, capo criminale delle SS in Grecia e in Russia capo delle Einsatzgruppen, i micidiali “Gruppi Operativi”: ottenne un risarcimento dalla giustizia tedesca per i «fastidi» subiti! Qualcosa di simile avvenne anche per Max Merten, il boia di Salonicco, che fu assolto dalla giustizia tedesca. Tutti questi rientrarono nella Germania post-nazista «puliti» e poterono continuare ad esercitare le loro professioni come impiegati statali o come privati.
4) ANCORA OGGI NON SI È RESA GIUSTIZIA PER L’OLOCAUSTO. L’Olocausto non è solo ingiustificato e disumano, ma è rimasto ancora senza che giustizia sia fatta. I risarcimenti tedeschi non sono mai stati completati, i furti del patrimonio ebraico in tutta Europa non sono mai stati risolti.
Ancora oggi esistono negazionisti, ammiratori di Hitler e seguaci del nazismo e quindi dei suoi metodi.
Tutti che non trattano l’ uomo come essere umano sono criminali, e nessuna religione e nessuna ideologia politica gli giustifica.
CHI UCCIDE UOMINI È ASSASSINO IN TUTTE LE LINGUE E IN TUTTE LE ETNIE, SENZA NESSUNA ATTENUANTE.
Ciò che provocò la perdita di quelle persone era frutto del razzismo, dell’intolleranza politica e del fascismo della più mostruosa ossessione che l’umanità abbia mai conosciuto.
Dopo tutto questo, ogni persona deve chiedersi perché si chiama uomo e da cosa mai potrà essere fermato perché non diventi assassino. Se ci sono valori reali come l’amore, l’atteggiamento disinteressato, l’amicizia, la collaborazione, la tolleranza o se invece c’è la paura, come quella della jungla dove le bestie feroci sono pronte a divorarsi reciprocamente, così come voleva credere Hitler.

I Nazisti in Grecia hanno compiuto migliaia di crimini, una toccante poesia di Nikiforos Vrettakos, scritta per i morti di Distomo, si addice perfettamente a tutte le vittime del nazismo.

GENUFLESSIONE COMMEMORATIVA
Alle vittime di Distomo

Non vi abbiamo dimenticati.
Il nostro cuore è un vasto terreno di rinascita.
Non vi abbiamo lasciati senza lavarvi e vestirvi,
pieni di sangue, di fori, di terra.

Testimone il nostro sole: non vi abbiamo dimenticati!
Il nostro cuore è cresciuto, cielo ha acquisito
con la sua luna e le sue stelle risplendenti
per i suoi eroi, i suoi martiri, i suoi santi.
In esso vi accampaste sin da quando perdeste laggiù i vostri bambini e le vostre case.
Esistete in noi e fuori di noi, negli alberi
che avete piantato e che sono cresciuti,
che sono fioriti e hanno dato frutti
da soli, senza di voi. Non vi abbiamo dimenticati!…

E se non vi abbiamo dedicato un canto immortale
non è colpa nostra. In questo luogo
son molte le cose la cui altezza
le fa apparire ardue. Circondate da una luce
a larghe tese, fatte di sangue diafano,
le vostre forme s’innalzano oltre la poesia.
Non entrano nella musica. Né suoni e né parole
ci bastano per cucirvi, stupendo come
gli si addirebbe, un abito per il vostro sacrificio.
Se potete ascoltare il nostro silenzio,
ascoltatelo, fratelli.
Perdonateci.
Non vi abbiamo dimenticati!

(traduzione di Riccardo Venturi, presa dal sito Canzoni contro la guerra)