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Το δράμα των χαμένων Ιταλών νεκρών δεν έχει ξεχαστεί. Μετά από προσπάθειες του συνταγματάρχη ε.α. P.G. Liuzzi και του “Comitato Caduti di Kos”, ομάδα Ιταλών ειδικών αρχίζει τον Ιούλιο αναζήτηση για τυχόν τάφους με υπολείμματα από την εκτέλεση των 103 Ιταλών αξιωματικών από τους Γερμανούς τον Οκτώβριο/1943. Η όλη προσπάθεια ονομάστηκε «επιχείρηση Λυσίας» από τον έργο του ΛΥΣΙΑ, Ο ΕΠΙΤΑΦΙΟΣ ΤΟΙΣ ΚΟΡΙΝΘΙΩΝ ΒΟΗΘΟΙΣ, ΛΥΣ 2.67-81, που ήταν ο έπαινος των προκείμενων νεκρών και προτροπή για συμπαράσταση στους γονείς τους.
– Επίλογος: Η θνητή φύση των νεκρών και η αθάνατη δόξα τους.
Μακάρι αυτός να είναι ο επίλογος ενός ανθρώπινου δράματος για τόσες οικογένειες στην Ιταλία. Όπως ανέφερε ο P.G. Liuzzi, όποιο κι αν είναι το αποτέλεσμα των ερευνών εμείς δεν θα σταματήσουμε να ψάχνουμε για την τύχη των 37 χαμένων αξιωματικών.
Το κείμενο του ανακοινωθέντος Τύπου είναι:
Comunicato stampa a : adnkronos, ansa, agi.-
Dopo 72 anni a Kos
Le ricerche per ritrovare i resti di 37 ufficiali italiani
Dall’1 all’8 luglio prossimi, si svolgeranno in Grecia, nell’isola di Kos, ricerche per individuare tre fosse comuni nelle quali dovrebbero trovarsi i resti di altri 37 ufficiali italiani del 10° Reggimento fanteria “Regina”, trucidati dai nazisti il 6 ottobre del 1943.
Alla guida della spedizione, un colonnello in congedo, Pietro Giovanni Liuzzi, che del reperimento delle salme, oltre che del recupero della memoria patria di quella che è stata definita la “piccola Cefalonia” o anche la “tragedia dimenticata”, ha fatto una vera e propria ragione di vita.
Il 25 aprile 2014 il Presidente Napolitano ha incentrato la cerimonia al Quirinale sugli avvenimenti di Kos per ricordare il sacrificio dei 103 ufficiali e dei loro congiunti. Tuttavia tale riconoscimento non è stato sufficiente a tacitare il desiderio di ricercare i corpi degli altri ufficiali mancanti all’appello. Così, finalmente, con l’appoggio del Ministro degli Esteri Gentiloni e l’intervento dell’Ambasciatore italiano ad Atene, è pervenuto dalle Autorità elleniche il permesso agognato per effettuare le ricerche nell’isola.
Il campo nel quale si opererà è chiamato “Campo delle Fosse “, di circa 1800 metri quadri nei pressi delle saline di Linopoti. Il parroco don Michelangelo Bacheca, che partecipò alle esumazioni dei 66 corpi dei quali solo 42 furono riconosciuti, in un suo rapporto riferisce che degli undici avvallamenti del terreno rilevati soltanto otto ne risultarono evidenti all’inizio degli scavi. Sono proprio quegli altri tre avvallamenti che saranno oggetto di ricerca.
L’episodio risale al 6 ottobre del 1943 quando, dopo due giorni di combattimenti, soverchiate dalle forze germaniche, quelle italiane e britanniche si arresero. Gli ufficiali italiani catturati, dopo un processo sommario, furono improvvisamente falcidiati mentre, a piccoli gruppi, erano accompagnati al vicino porto di imbarco a Tingachi per essere trasferiti sulla terraferma. Molti di quegli ufficiali non raggiungevano i 25 anni di età.
«Non sappiamo che esito avranno le nostre ricerche – dice Liuzzi – ma speriamo di poter chiudere una ferita aperta in tante famiglie italiane. Mantenere vivi quei valori di memoria per i caduti di Kos, così come avviene per Cefalonia ed El Alamein – conclude Liuzzi – è un impegno che non si esaurirà con questa spedizione».
L’Operazione Lisia, così è chiamata l’attività di ricerca in onore al giurista ateniese che scrisse l’epitaffio ai Corinzi, si finanzierà con contributi che eventualmente confluiranno sul conto intestato al Comitato Caduti di Kos (viale Le Corbusier 431 – 04100 Latina – Banca Prossima – Filiale Milano, Iban IT83 Y033 5967 6845 1070 0193 384) con la casuale “Contributo volontario Operazione Lisia”.